Figli di buona donna

Sociopatici, mendicanti, masturbatori seriali, alcolizzati, adolescenti deviati, coppie disintegrate, ragazzini diversamente sognatori, complessati, venditori porta a porta: venticinque aneddoti, di quelli che si raccontano i vicini sul pianerottolo, gli amici al pub o i colleghi in pausa pranzo, compongono questa saga popolare. Loro, i protagonisti, sono dei misantropi che dal basso rango guardano in alto, verso la superficie, senza scoraggiarsi quando i conti non tornano, perché non sono in competizione con altri se non con se stessi, con l’incapacità di dare una svolta alla propria esistenza, oscillando tra l’essere artefici o vittime dei propri pregiudizi.
Figli di buona donna narra di vicende quotidiane con maestria e disarmante lucidità, mettendo in luce la complessità delle relazioni umane e la lotta per l’integrazione in una società che cambia in fretta abitudini e che non ha tempo per fermarsi ad aspettare chi rimane indietro.

L’autore:

Roberto Fioravanti, romano, fa l’educatore nella cooperativa sociale “Il Pungiglione”, a Monterotondo. Lavora in un centro diurno per persone con disabilità con cui condivide storie di ordinaria follia. Con Alter Ego ha già pubblicato la raccolta di racconti Storie di amori, ansie e allucinazioni (2013) e la silloge Poesie per una sconosciuta (2014).

Titolo: Figli di buona donna

Autore: Roberto Fioravanti

Collana:
 InTasca

ISBN:
 978-88-9333-082-4

Pagine:
116

Prezzo di copertina:
Euro 4,90

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